Telefoni che Ascoltano: La Verità
Succede a tutti: si parla di un viaggio, e il giorno dopo il feed è pieno di voli. La sensazione è immediata: "mi ascoltano". Ma il meccanismo è diverso e molto più interessante.
Il primo colpevole sono i cookie di terze parti. Se si visita un sito con un pulsante "Condividi su Facebook", quel pulsante invia dati al server di origine anche senza cliccarlo. Con milioni di siti che integrano questi widget, si costruisce una mappa precisa degli interessi.
Poi ci sono i tracking pixel: immagini invisibili 1x1 inserite nelle email. Quando il browser le carica, il server registra l'apertura e l'orario. È così che i marketer sanno se l'email è stata letta.
Il terzo meccanismo è il device fingerprinting. Anche senza cookie, i siti possono identificare un dispositivo combinando risoluzione, font e versione del browser, creando un'impronta quasi unica.
E l'ascolto del microfono? Tecnicamente possibile, ma costoso e rischioso. Processare audio di miliardi di utenti richiede risorse enormi, e le conseguenze legali sarebbero devastanti. Le aziende hanno già abbastanza dati.
L'ultima parte del puzzle è l'effetto frequenza. Il cervello nota ciò a cui ha pensato di recente. Il telefono probabilmente non ascolta, ma tra cookie, pixel e fingerprint sa così tanto da sembrare che lo faccia.